Gita fuori porta: Cittadella (PD)

Io sono nata e cresciuta a Verona, adoro questa città e la sua provincia, il problema è che sono in molti ad adorarla e, per la gioia di albergatori e ristoratori, la città è sempre piena di turisti così a noi veronesi non resta molto tempo per poter godere dei suoi monumenti in Santa pace. Però, in fondo, l’idea di abitare in una città ammirata da tutti un po’ ci inorgoglisce.

In realtà quasi tutto il Veneto è molto bello, solo che certi luoghi pagano lo scotto di essere in mezzo a posti molto famosi, Vicenza e Padova ne sono l’esempio. Se un turista viene in Veneto solitamente o va sulla riviera Adriatica o visita Venezia, Verona o il Lago di Garda…. i posti da vedere sono talmente tanti che non basterebbe un mese per visitarli tutti.

Eppure ci sono delle perle poco conosciute che vale la pena visitare e io ne approfitto in questo periodo della mia vita in cui, per ovvi motivi, non mi posso allontanare molto da casa ne’ stancare troppo.

Oggi con mio marito siamo stati a Cittadella, in provincia di Padova.

Si tratta di una città medievale dove nel 2013 hanno restaurato la cinta muraria che è diventata completamente visitabile. Il percorso è ellittico e lungo circa 1 km e mezzo, si può girare tranquillamente in un’oretta, fattibile con il pancione ma non con i passeggini che vanno lasciati all’ingresso.

Il resto delle informazioni le trovate qui
http://turismo.comune.cittadella.pd.it/opere/la-cinta-muraria/

Sulla bellezza del panorama lascio parlare le foto.

 

 

Mio marito e le deviazioni nei nostri viaggi

Quando pianifichiamo un viaggio, mio marito è piuttosto accomodante, più o meno gli va bene tutto, ma quello che evita accuratamente di fare è dirmi dove vuole andare. Così succede che per ogni itinerario programmato al KM da me lui puntualmente pensa a una deviazione che comunica solo a viaggio iniziato ovviamente.

La prima volta è successa nel 2011 e non le ho dato molto peso…
Eravamo a Londra per il week end a festeggiare il nostro primo anniversario di Matrimonio quando lui ha detto “perchè non andiamo all’Ace Cafè?”
Se  (come me) non siete motociclisti convinti non vi riesce proprio di capire perchè dover prendere tre metropolitane, fare mezz’ora a piedi per poi approdare in questo posto che, per carità, sarà anche carico di significato però altro non è che un comune fast food…..
https://london.acecafe.com/
In tutto abbiamo perso mezza giornata che in un week end ha il suo bel peso, però, come dicevo ho sottovalutato la cosa.

 

2012, Fly and drive in Norvegia, da Oslo fino ad Alesund e ritorno passando per varie città della costa.
Alberghi già prenotati prima della partenza.
Prima di continuare ci tengo a precisare che per fare 100KM in Norvegia ci si può mettere anche un giorno. Un po’ a causa delle pecore in mezzo alla strada, un po’ perchè si deve fare “su e giù” dai monti e un po’ perchè certi tratti o li fai con il traghetto o li fai a nuoto. Ergo, spesso arrivavamo nelle città di destinazione la sera tardi quando i ristoranti erano chiusi e si rischiava di dover andare a letto senza cena.
E’ in questo contesto che mio marito mi dice “Perhè non andiamo a Kristiansund?
3 ore e 40 minuti per fare 116 KM più ovviamente il ritorno, per andare a vedere il mare del Nord che si incontra con l’Oceano Atlantico e un ponte che fa la curva (vedi foto). Romantico, per carità, ma dirlo prima così organizzo diversamente il viaggio?

2016 e la storia si ripete. Questa volta è toccata alla Francia. Come già scritto in un mio precedente articolo, il viaggio prevedeva 2000 KM in auto per fare il giro dei castelli della Loira, ma su richiesta di mio marito, l’abbiamo allungato di 1000 KM per andare a Mont Saint Michel e ad Omaha Beach. Non mi dilungo molto perchè questo argomento è già stato affrontato….

Dulcis in fundo arriviamo al 2017 quando finito il giro in Provenza (vedi “Vacanza con la panza”) ci spingiamo fino ad Avignone, bellissima città ma che, naturalmente, non ha soddisfatto a pieno mio marito il quale ha deciso di trascinare la sua adorata moglie incinta nella fase palloncino fino al Pont du Gard.

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Vi spiego cos’è la fase palloncino. Da quando sono in dolce attesa, dopo pranzo il mio sguardo fissa il vuoto, i miei movimenti rallentano e io mi muovo sbambolando di qua e di la’ senza controllo, segno che è ora di pennichella.
Dicevamo…. siamo ad Avignone, io sto per crollare in un sonno profondo e lui al posto di riportarmi in hotel mi porta appunto a Pont du Gard che è un ponte bellissimo di grande valore storico ed architettonico ma se solo me l’avesse detto prima di partire….
https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_del_Gard

Le prossime vacanze la faremo con la bambina, voglio proprio vedere se avrà il coraggio di trascinare anche lei piccola e indifesa nelle sue deviazioni last minute!… Magari mando loro due da soli!

Ginnastica con la panza

WP_20170615_16_47_31_ProNon avevo ancora scoperto di essere incinta che già la mia massa muscolare mi aveva tristemente mollata.

Ricordo l’ultima lezione di pole dance, facevo fatica ad arrampicarmi sul palo, non che io sia una pole dancer professionista, però almeno fino alla settimana prima sul palo riuscivo a salirci!

E’ stato in quel momento che mi è sorto il dubbio poi confermato dal test.

Ovviamente appena confermata la gravidanza ho rinunciato alla pole. E’ vero che on line gira qualche video di ragazze che fanno pole con il pancione ma, essendo io alle prime armi, ho preferito non rischiare e ho optato per il meno rischioso stretching.
Questo per il primo trimestre.

In seguito ho ripreso ad allenarmi nella palestra davanti a casa dove ho passato la mia adolescenza e la mia “giovinezza?”. Ora sono al sesto mese di gravidanza e, caldo permettendo, la frequento una volta a settimana.

Faccio un po’ di tutto, lombari e dorsali per aiutare la schiena a sostenere il pancione, glutei e gambe perchè, va bene ingrassare, ma non vorrei esagerare… e poi se posso aiutare i miei arti inferiori a sostenere il mio nuovo peso perchè non farlo?

Concludo con bicipiti e tricipiti perchè prima o poi ricomincerò la pole dance e non voglio farmi trovare impreparata!

Naturalmente il tutto condito da un po’ di stretching.

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Io mi alleno a corpo libero e con manubri molto leggeri e non coinvolgo mai gli addominali nei miei esercizi che spesso, per una maggior sicurezza, svolgo a terra.

Il ginecologo mi ha suggerito la piscina ma io gli ho risposto che c’è troppa umidità!

Se siete in gravidanza, prima di fare qualsiasi attività fisica parlatene con il vostro ginecologo perchè ogni donna è diversa e per alcune uno sport potrebbe essere più pericoloso che per altre.
Una volta decisa, di comune accordo con il vostro medico, l’attività mettete al corrente il vostro istruttore in modo che vi aiuti finchè vi allenate, evitando di farvi correre inutili rischi.

Massima attenzione SEMPRE.

Finchè mi alleno sento mia figlia scalciare, mi piace pensare che si stia allenando con me. Per una questione di privacy ho deciso di non pubblicare le mie ecografie, ma vi assicuro che ce n’è una in cui lei ha le gambe alte e sembra stia facendo gli addominali!

Ah, cuore di mamma!

Vabbè sto andando fuori di testa, abbiate pietà… è la mia prima figlia!

 

Vacanza con la panza: Provenza

Cosa mi è piaciuto di più della Provenza? Il fatto che ogni piccolo paesino avesse il bagno pubblico! Lasciate stare, se non siete donne in gravidanza non potete capire…

Se mi è piaciuto altro?
….. Ok, lo so che dire che la Provenza non è bella equivale a bestemmiare, ma io sono italiana, è difficile per noi italiani trovare uno Stato più bello del nostro! Io ci provo ma il paragone scatta sempre inesorabilmente!

Non dico che i paesini medievali arroccati sulle rocce francesi siano brutti, dico solo che la Toscana e tutto il centro Italia sono zeppi di paesini così e anche più belli!

Ok, allora parliamo di una cosa che hanno loro e noi no: campi di lavanda in fiore, li abbiamo visti? No. La lavanda fiorisce tra giugno e luglio, mica fine maggio, e vabbè lì è stata colpa nostra che siamo andati troppo presto.

L’anno scorso sono stata in Savoia, Loira, Normandia e Bretagna, quest’anno in Provenza, credo di aver girato in auto a sufficienza la Francia per poter dire che è vuota! Mi spiego meglio. Tutti i francesi quando si incontrano si danno due baci sulla guancia, ma, secondo me, mica proseguono nella loro intimità perchè non c’è nessuno in giro!

Non sto parlando di densità demografica, di quella lascio che se ne occupino gli esperti, dico solo che, forse, ai francesi piace vivere vicini vicini nelle grandi città perchè per il resto ci sono solo dei vasti campi vuoti e dei paesini dispersi, alcuni così piccoli che non ti rendi conto neanche di averli attraversati!

Non voglio dare a questo pezzo un taglio troppo polemico quindi chiudo con una considerazione positiva: mi devo ricredere sull’ignoranza linguistica dei francesi, quest’anno abbiamo trovato molte persone che parlavano anche in inglese, commesse, cameriere, receptionist, si dai, di quello non mi posso lamentare…

 

Poi spiegare in lingua straniera ” scusi sa, sono incinta quindi non posso mangiare carne e pesce cruda, frutta con la buccia, verdura fresca… ma nella salsa c’è l’uovo crudo? No perchè sa, neanche quello posso mangiare….” ecco lì è stato un po’ complicato finchè ho deciso di buttarmi su crepes e omelette e ho tagliato la testa al toro ( aumentando di due kg in una settimana!).

(fine seconda parte)

Vacanza con la panza: le gole del Verdon

Cinque mesi fa quando per la prima volta nella mia vita ho visto la lineetta nella foto qui sotto diventare rosa mi sono fatta delle domande.
Ovviamente non le classiche domande del tipo: crescerà sano? Sarò una buona madre? Le mie erano più stile: porca paletta e adesso come faccio per le vacanze? Dove vado? Niente bici quest’anno…

Naturalmente il bambino è cercato voluto e desiderato… ma anche le vacanze!

E così mi sono messa a pensare a un genere di vacanza che non fosse troppo stancante e pericolosa per me e la mia pancia…

Innanzitutto ho deciso di anticipare; l’idea di partire in agosto al settimo mese e con il caldo non mi piaceva affatto, quindi siamo partiti a fine maggio.

Prima di continuare ci tengo a precisare che la mia gravidanza non mi da’ nessun tipo di complicazione quindi, a parte le solite regole alimentari di chi non ha passato la toxo, sono pochi gli altri limiti che il ginecologo mi ha imposto.

Quella che racconto è la mia esperienza. Ogni gravidanza è un caso a se’ stante quindi prima di organizzare una qualsiasi vacanza con la panza consultate il vostro ginecologo.

La prima tappa del nostro viaggio “on the road” sono state le gole del Verdon, un grande canyon del sud della Francia. Qui le persone vengono per fare rafting, canyoning, bungee jumping … noi ci siamo limitati a fare “scorcing“.

In pratica abbiamo percorso la strada a bordo canyon in auto e ci siamo fermati nei punti panoramici… Avrei fatto volentieri qualche escursione nei boschi ma quando cammino in salita mi viene il fiatone in tempo zero e poi, non conoscendo i posti, ho preferito non rischiare.

Questo ha reso la prima parte della vacanza un po’ noiosa, ma ho scelto di ridurre al minimo gli sforzi fisici anche perchè per arrivare lì ho costretto “fagiolo” (chiamiamo così il bambino in attesa di conoscerne il sesso) a un viaggio in auto di nove ore… In realtà le ore sarebbero state sette…. ma visto che io dovevo fare pausa pipì un autogrill sì e uno no... sono diventate nove…!

(fine prima parte)blogspot

I’m back!

Ciao.

Non sono scomparsa, mi sono solo presa una piccola pausa, ho sospeso le attività sportive “pericolose” e anche i viaggi in bici, ma questo non significa che me ne sia stata con le mani in mano…

Dal mio prossimo pezzo capirete il perchè del mio momentaneo stand by….

A presto!WP_20170421_09_51_52_Pro

 

Tessuti aerei: hanno una vita propria diversa dalla mia!

Vi confesso che già prima di iniziare un po’ il dubbio che sarebbe stata una lezione impegnativa mi era venuto, ma non ho voluto ascoltare quella vocina che mi diceva ” non lo fare!”.

E così l’ho fatto.

Sono andata a una lezione di tessuti aerei e dovrò tornarci perchè i miei addominali (bastardi traditori) sono rimasti appesi la’.

Pensavo di poter controllare ogni singolo muscolo del mio corpo e, in condizioni normali, forse, ci riesco pure, ma quando sei appesa come un salame a due nastri che hanno una vita propria, la prospettiva cambia di gran lunga! E così ti agiti come un pesce fuori dall’acqua cercando di preservare quel poco che ti resta di dignità di fronte alle compagne di corso, che potrebbero essere tue figlie, e che in aria si muovono come angeli incrociati con anguille addestrate ad emanare leggerezza e leggiadria.

E tu sei lì, a far di tutto per tentare di alzarti almeno mezzo metro da terra… e dopo cinque minuti di affanno in cui ti sembra di aver scalato l’Everest con le braccia, guardi giù e ti accorgi che il materassino ti tocca i piedi e non ti sei mossa di un centimetro.

Frustrante, forse è per quello che i miei addominali mi hanno mollato, non se la sono sentita di proseguire….

Questa è solo la mia esperienza, se ci sono persone che si arrotolano e srotolano con eleganza in giro, vuol dire che qualcuno (uno su mille) ce la fa, quindi non usate questo articolo per rinunciare in partenza. Questa attività non è adatta a me ma questo non vuol dire che non lo sia anche per voi, se siete incuriosite tentate…

Pillola: Se tante persone passano ore a strofinare i loro corpi sugli stessi nastri, con sforzi anche pesanti, che a fine giornata i suddetti nastri puzzino di sudore è piuttosto normale, ma se siete delicati di olfatto lasciate stare tutte le palestre, datevi alla floriterapia! 🙂

 

 

Passo Resia- Merano… pedalando…

Mio marito “sì, è vero, sono circa 80 km ma è tutta discesa!”

Devo aver sentito solo l’ultima parte delle sue parole perchè mi sono lasciata convincere piuttosto facilmente a:
partire alle 6 del mattino
andare a Merano in macchina,
prendere due treni e un furgone
arrivare in tarda mattinata a Passo Resia.
Io ero già a posto, per me il viaggio poteva finire lì… e invece no… il viaggio doveva ancora cominciare!

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Obiettivo: arrivare a Merano in tempo per la cena e non quella normale, ma quella tirolese cioè seduti a tavola massimo entro le 19.30 perchè qualsiasi cuoco che lavora in Alto Adige inderogabilmente alle 20 chiude la cucina, questo l’ho imparato dopo anni e anni di digiuni serali!

Ho piazzato il mio culo sulla bici alle 12, intorno alle 15 ne ho perso la sensibilità e l’ho ritrovata più o meno alle 20 quando siamo arrivati in hotel.
Le gambe? Non ne voglio parlare….

Voglio invece riportare il dialogo con l’albergatore.
Noi ” venendo qui abbiamo visto un bel ristorante che ci sia posto lì per cena?”
Lui ” No no, quello è troppo elegante per voi, andate alla pizzeria in centro!”

In quel momento avrei voluto tirare fuori la mia carta di credito Gold … peccato che di Gold non abbia neanche la carta Fidati dell’Esselunga!

Pillola: Se non salite in bici da un anno, non potete pretendere di fare 80km in un giorno senza pagarne le conseguenze.

Pillola 2 : Adoro il Tirolo e i suoi abitanti che se ne fregano dei convenevoli! Certo che però dopo tutta quella strada un po’ di conforto mi avrebbe fatto piacere… vabbè l’importante è che siamo riusciti a cenare anche dopo le 20!

1000 Visualizzazioni!

Ragazzi, questo blog ha da poco toccato e pure superato le 1000 visualizzazioni, considerando che probabilmente 998 sono mie ringrazio le due persone che mi hanno letto: grazie mamma e grazie zia.

Scherzi a parte, sento il peso delle responsabilità, adesso mi tocca scrivere cose serie!

Pole dance, il back stage…

Qualche mese fa, all’inizio della mia avventura nel meraviglioso mondo della Pole Dance, vi avevo promesso che non appena fossi riuscita a fare almeno una figura decente e a mantenerla per il tempo di uno scatto fotografico l’avrei pubblicata, ed eccola qui.

Se parli con una pole dancer (non importa se esperta o principiante) e le chiedi come mai si scatta così tante foto o si fa così tanti filmati durante la lezione, ti risponderà che lo fa per vedere dove sbaglia e potersi così migliorare perchè, in effetti, quando si è appesi al palo a testa in giù si fa fatica ad avere una chiara percezione di ogni singola parte del proprio corpo.

Ma io credo che la verità sia un’altra, almeno per quanto mi riguarda.

La verità è che per arrivare a scattare la foto di cui sopra ho fatto fatica, tanta fatica, perchè quello che le poler non dicono è quanto lavoro, sudore ed ematomi ci sono dietro ogni combo che in gergo è inteso come insieme di figure tra loro collegate in modo più o meno elegante (nel mio caso la seconda).

Oggi voglio mostrare una cosa che nessuno ha mai osato pubblicare: il back stage, quello dove la maestra ti tira su come un sacco di patate e poi ti mantiene attaccata al palo con tutta se stessa mentre tu ti contorci come un coccodrillo con il mal di pancia.

Sappiate che non è un manichino quella nella foto sono io….senza filtri… ammirate il coraggio prego….

Avevo in mente di pubblicare anche un video, ma per vostra (e sopratutto per mia) fortuna, è troppo pesante…. almeno un briciolo di dignità forse riesco ancora a salvarla…

Cmq il succo è questo, ci facciamo foto e video perchè è talmente faticoso raggiungere dei risultati che quando ce la facciamo ne andiamo fiere e li vogliamo condividere con tutti!
Io ho addirittura aperto un blog per questo! : )))))

…Sto valutando l’ipotesi di dedicare il mio prossimo pezzo alla magnesite! Non potete assolutamente perdervelo! Stay tuned!